Mi
chiamo Diego Vanni, sono nato a Livorno il 12 marzo del 1985. Durante i
primi 20 anni della mia vita la musica è stata una realtà a me indifferente.
Ci sono stati episodi che potevano lasciar presagire ciò che poi sarebbe
avvenuto, (come il fatto che da piccolo mi mettessi al pianoforte quando
andavo in case ove esso era presente) ma nulla che indicasse qualcosa di
più di un po’ d’orecchio, gusto e musicalità.
Sui
vent’anni, invece, la svolta: il colpo di fulmine, l’amore smisurato, la
passione divampante. Amore, passione, cui sono seguiti gli studi musicali,
prima di canto lirico, poi di pianoforte. E nato tutto così… un po’ per
caso! Ascoltai, in televisione, “Le nozze di Figaro” di Mozart e ne rimasi
affascinato. Iniziai così a comprare qualche cd d’opera, così come iniziai
una collezione di dvd di lirica, che uscivano periodicamente in edicola.
E’ così che ho scoperto Rossini! E’ così che ho scoperto quell’immenso compositore,
la cui musica ha segnato profondamente quella fase della mia vita a cavallo
fra la fine dell’adolescenza e l’inizio della giovinezza!
“Il
Barbiere di Siviglia” è stata la mia prima opera di Rossini! Mi piacque
da morire! Si trattava di un cofanetto facente parte di quella serie di
dvd d’opera, cui accennavo prima. Era l’edizione con David Kuebler, un tenore
rossiniano che mi è piaciuto fin da subito e che tutt’ora apprezzo molto.
A quell’opera ne seguirono altre, non di Rossini! Ogni settimana andavo
in edicola e compravo l’opera in uscita quella settimana. Fu così che un
giorno mi ritrovai a comprare “La Cenerentola”. Lessi: “musica di Gioacchino
Rossini” e così dissi fra me e me: “Caspita: è lo stesso compositore che
l’altra volta mi piacque tantissimo!”. Tornai a casa e me lo guardai! Ne
rimasi estasiato! La musica di quel compositore pesarese, che la prima volta
mi aveva così profondamente colpito per la sua sublime bellezza, ora fece
doppietta! Quante volte ho riascoltato (incantato per la poetica bellezza)
il duetto di don Ramiro con Cenerentola! E quante volte ho ascoltato (pieno
d’ammirazione per la bravura di Cecilia Bartoli) l’aria finale, ipervirtuosistica,
di Cenerentola!
Da
lì capii che la doppietta sarebbe presto diventata uno strike! E che Rossini
sarebbe stato il mio compositore! Il compositore la cui musica più incarna
la persona che io sono! E infatti, di opera in opera sua che acquistavo
l’amore cresceva sempre più, senza mai delusioni! “Il Signor Bruschino”;
“Il turco in Italia”; “L’occasione fa il ladro” e via dicendo! Ora ho tutte
le sue opere (liriche e sacre, orchestrali e pianistiche) e ogni volta che
tirò giù un cd dalla mensola per ascoltarlo è sempre una grande emozione!
Di
lì poi, la scelta conseguente: studiare musica seriamente! Mi iscrissi ad
un corso di canto lirico del M° Carlo Morini (noto baritono e pianista,
che ha lavorato persino alla Scala di Milano) e iniziai così ad imparare
ad impostare la voce e a cantare con quel tipo di impostazione! Feci la
prima lezione di canto e, alla fine, il Maestro mi disse: “la voce è da
tenore”. Iniziò così una progressiva scoperta di quella che era (ed è) la
mia voce! Capii che la mia voce era (ed è) una voce acuta, la più acuta
fra le voci maschili! Capii quindi anche quanto lavoro ci sarebbe stato
da fare per raggiungere gli acuti più impervi!
Ma
il canto lirico non è quello leggero! Occorre saper leggere lo spartito,
occorre saper decifrare il linguaggio criptato del pentagramma per poter
eseguire le arie! E così iniziai a studiare solfeggio e teoria musicale
con il Maestro Paolo Rossi, pianista di grande abilità e altrettanto grande
musicalità, nonché caro amico!
Ma,
accanto a queste due materie, mi resi conto che doveva aggiungersene almeno
un’altra: il pianoforte! Imparare anche a suonare significava rendermi autonomo
nello studio della arie! Una volta imparato il solfeggio (cioè la lettura
ritmica delle note) e imparato a suonare, avrei potuto studiare autonomamente
le arie, cosa che ora, infatti, faccio. E così iniziai anche a suonare il
pianoforte, che peraltro ho sempre considerato molto più di una materia
complementare nei miei studi musicali. La passione per lo studio del pianoforte
credo sia dovuta, oltre al fatto che ritengo che suonare sia molto divertente,
anche a due persone straordinarie che mi hanno insegnato pianoforte: uno
il già citato M° Rossi, l’altro il M° Fulvio Pietramala.
Ma,
visto che gli studi musicali non sono “scuola dell’obbligo”, ma studi che
una persona fa se è portata e, soprattutto, se li vuole fare, il tutto non
si è fermato nemmeno qui! Le abilità pianistiche, progressivamente acquisite,
si sono rivelate provvidenziali e strumentali per lo sviluppo anche di una
mia creatività musicale! Mi sono così dato alla composizione (per diletto),
come il M° Rossini (anche se con infinitamente minori risultati, ovviamente!)!
Ho composto brani di vario genere: da sonate per pianoforte a Messe a 4
voci, fino ad arie per i diversi registri vocali! La musica è questo! Se
ti entra dentro in un modo, poi, devi farla “riuscire” in altro modo! Per
ora compongo per diletto, anche se, in futuro, ho intenzione di dedicarmi
allo studio professionale di armonia, contrappunto e composizione! E… ci
fosse tempo (speriamo) anche allo studio del clavicembalo, uno strumento
che mi piace da morire.
Già…
“ci fosse tempo”! Perché nella vita, ovviamente, faccio anche altro e farò
anche altro, che qui accenno a malapena, visto l’interesse puramente musicale
di questo sito! Sono studente universitario di Giurisprudenza, con particolare
passione per il ramo del diritto pubblico (e, ancor più specificamente,
“parlamentare”), sono donatore di sangue, faccio palestra e nuoto come sport,
mi rendo utile in Parrocchia (curando il “gruppo chierichetti” e quello
“dopocresima”), faccio il collaboratore giornalistico del “Corriere di Livorno”
e canto in una Corale amatoriale che fa musica lirico/classica.